Mi occupo di fecondazione assistita, seguendo tutte le tappe dell'iter terapeutico, dalla fase di monitoraggio ecografico ed ormonale, alla fase operativa del prelievo ovocitario e successivo transfer embrionario.
Eseguo l’attività di sala operatoria e di laboratorio per la fecondazione assistita al centro ArcSter, in via Antonio da Mestre nr. 19 a Mestre.
Inoltre ricevo anche nel mio studio privato a Padova. Possibilità di effettuare anche consulenze online via webcam.
La stimolazione ovarica prevede l'utilizzo di farmaci per indurre l'ovulazione nei casi di alterata follicologenesi, anovulazione e infertilità inspiegata (casi in cui le tube sono pervie e l'esame seminale è normale o poco alterato).
I farmaci che si impiegano sono:
Durante il periodo di stimolazione ovarica la paziente viene monitorata con controlli ecografici e dosaggi ormonali.
Le probabilità di gravidanza con la stimolazione ovarica sono fortemente influenzate da caratteristiche intrinseche della singola coppia, quali, l'età della coppia, la durata dell'infertilità, l'indicazione al trattamento, la presenza di altri fattori di infertilità.
L'uso dei farmaci per la stimolazione ovarica espone ad un rischio d’insorgenza della sindrome di iperstimolazione ovarica.
Altri rischi sono la gravidanza extrauterina e la gravidanza gemellare. Il rischio della prima e` del 3% il rischio della seconda dipende dal numero di follicoli maturati. Per due o tre follicoli e` del 20% per la bigemina e del 2% per la trigemina. In caso di sviluppo di un numero superiore a 3 di follicoli il clinico puo` decidere di sospendere il trattamento.
Non esiste a tutt’ora, dopo oltre 40 anni dell’uso routinario dei farmaci utilizzati per l’induzione dell’ovulazione, l’evidenza che questi possano aumentare il rischio di tumori all’ovaio e alla mammella (Fertil.Steril.Vol 83 n° 2, 2005).
Infine il rischio di aborto è sovrapponibile a quello esistente in caso di concepimento naturale.
La fecondazione in vitro è una tecnica di fecondazione assistita che prevede la stimolazione delle ovaie e la conseguente estrazione degli ovuli maturi che si uniscono agli spermatozoi in un incubatore strettamente monitorizzato.
La tecnica è nata negli anni 70 per aiutare originariamente le coppie la cui causa di infertilità erano le tube chiuse. Successivamente il suo impiego è stato ampliato per curare diverse condizioni di infertilità:
Il ciclo di FIVET si compone sostanzialmente di 7 fasi:
Fase di sincronizzazione: in questa fase le ovaie della paziente vengono messe a riposo utilizzando la pillola o un farmaco chiamato analogo, allo scopo di prepararle per la fase successiva di stimolazione.
Fase di stimolazione e monitoraggio: durante questa fase si stimola il reclutamento e la maturazione di più ovociti, utilizzando dei farmaci simili agli ormoni femminili che in vivo inducono l’ovulazione. Per controllare l’efficacia di questa terapia si eseguono una serie di ecografie transvaginali e dei prelievi di sangue per valutare la risposta ovarica alla stimolazione.
Fase di pick-up: dopo aver indotto la maturazione degli ovociti, si procede al loro recupero (pick-up), aspirandoli direttamente dalle ovaie tramite un ago montato sulla sonda transvaginale. Questa procedura è totalmente indolore perché viene effettuata in sedazione (analgesia profonda); il tutto si svolge in sala operatoria per garantire la massima sterilità. Al partner verrà chiesta quindi una raccolta di liquido seminale lo stesso giorno. La dimissione della paziente avverrà circa due ore dopo il prelievo ovocitario.
Fase di fertilizzazione e sviluppo embrionale: dopo la raccolta, gli ovociti vengono valutati e selezionati dall’embriologa. Si valuta la loro integrità, morfologia e maturità. Vengono quindi incubati con gli spermatozoi a loro volta selezionati e preparati. Nei casi in cui il seme sia particolarmente alterato si possono applicare tecniche di trattamento come la ICSI e la IMSI (vedi ICSI e IMSI). Circa 24 ore dopo si controlla se gli ovociti si sono fertilizzati e nei giorni successivi se si formano gli embrioni. Prima del trasferimento embrionale è possibile sottoporre gli embrioni ad una indagine genetica denominata diagnosi/screening preimpianto (vedi PGS).
Fase di trasferimento embrionale: si tratta di una procedura semplice e indolore, attraverso la quale si posiziona l’embrione dentro l'utero sotto controllo ecografico. L’embrione può essere trasferito in 2ª, 3ª o 5ª giornata di vita, a seconda dei casi, a discrezione della biologa e del responsabile clinico sulla base dei dati di laboratorio e della storia clinica. Si trasferiscono non più di due embrioni, allo scopo di evitare l'instaurarsi della gravidanza trigemellare, complicata da elevato rischio ostetrico. Dopo circa 12 giorni dal trasferimento dell’embrione viene fatto il test di gravidanza o BHCG per vedere se è iniziata la gravidanza.
Fase di supporto della fase luteale: nei giorni successivi al trasferimento embrionale si dovrà effettuare una terapia di supporto ormonale dell’utero per facilitare l’impianto.
Fase di congelamento embrionale e ovocitario: da linee guida viene solitamente trasferito un embrione alla volta o al massimo due; eventuali embrioni sovrannumerari possono essere criopreservati e utilizzati successivamente nel caso in cui la gravidanza non si instauri o la coppia desideri un secondo figlio. Analogamente anche gli ovociti possono essere congelati e utilizzati in cicli successivi.
Come ogni procedura medica ci possono essere dei rischi: la stimolazione ovarica può comportare una risposta eccessiva alla terapia con comparsa della sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), oppure una mancata o inadeguata risposta alla terapia. A volte può instaurarsi una gravidanza gemellare.
Raramente ci sono rischi legati al prelievo degli ovuli come il sanguinamento per lacerazione di un piccolo vaso, evento che si risolve molto spesso da solo, o l’infezione. Quest’ultima evenienza è rara, in quanto durante l’intervento viene effettuata una copertura antibiotica.
Viene utilizzata in caso di pochi spermatozoi, bassa capacità fertilizzante degli stessi, alta percentuale di spermatozoi anomali con scarsa motilità e quando gli spermatozoi devono essere recuperati direttamente dai testicoli.
Rappresenta un valido aiuto per le coppie il cui partner è affetto da azoospermia.
Quando si utilizza?
Viene utilizzata in caso di pochi spermatozooi, bassa capacita` fertilizzante degli stessi, alta percentuale di spermatozooi anomali con scarsa motilita` e quando gli spermatozooi devono essere recuperati direttamente dai testicoli. Rappresenta un valido aiuto per le coppie il cui partner e` affetto da azoospermia.
Unitamente alla ICSI, è stata recentemente introdotta una nuova procedura in laboratorio denominata IMSI: l'embriologa, prima di eseguire la ICSI, seleziona gli spermatozoi analizzandoli ad un microscopio che li ingrandisce di 6000 volte (un microscopio normale li ingrandisce di 400 volte).
A questo ingrandimento si può visualizzare meglio la morfologia degli spermatozoi, invisibile ai microscopi convenzionali, e quindi si effettua una migliore selezione.
Quando si utilizza?
Questa tecnica è stata sperimentata in maschi affetti da anomalie spermatiche severe e anche in casi di aborto ripetuto, come pure in seguito a ripetuti insuccessi di fivet. Al momento si può considerare come una tecnica di studio più che una tecnica abituale da applicarsi in tutti i casi, poiché non ne sono state ancora totalmente stabilite né l’utilità né le sue corrette indicazioni, sebbene secondo i dati pubblicati fino ad ora, il suo futuro è promettente.
Nella procedura di fecondazione in vitro classica (detta anche omologa) gli embrioni originano da ovociti e spermatozoi propri della coppia che ricorre al trattamento. In alcune situazioni di grave infertilità non è possibile utilizzare gli ovuli o gli spermatozoi della coppia perché non si riesce ad ottenere la gravidanza.
In questi casi viene offerta la possibilità di utilizzare ovociti o spermatozoi di una terza persona (donatrice o donatore) e la fecondazione in vitro prende il nome di fecondazione in vitro eterologa. Gli embrioni che si formano vengono trasferiti nell'utero della paziente (ricevente) che necessita il trattamento.
ASPETTI STORICI
La prima gravidanza ottenuta da ovociti donati risale al 1983 dal gruppo del Prof. Trounson, in Australia. Riguardava una paziente che era nata senza ovaie.
ASPETTI LEGISLATIVI IN ITALIA
Per molto tempo in Italia la fecondazione in vitro eterologa non e` stata permessa ma grazie alla sentenza 162 /2014 della Corte Costituzionale è oggi possibile effettuare questo tipo di trattamento nel nostro paese.
TIPI
La fecondazione in vitro eterologa può essere di due tipi:
INDICAZIONI
Il ricorso all'utilizzo di ovociti donati viene proposto nei casi in cui sia dimostrato che la paziente non ha ovuli o questi siano incompleti, cioè non in grado di dare origine alla gravidanza.
Il ricorso all'utilizzo di spermatozoi donati viene proposto nei casi in cui ci sia la completa assenza di spermatozoi o questi siano irreversibilmente alterati.
Situazioni cliniche in cui si ricorre alla fecondazione in vitro eterologa:
COME SI ESEGUE
Nel caso di fecondazione in vitro femminile la donatrice si sottopone ad un trattamento di stimolazione ovarica allo scopo di ottenere molti ovociti, che una volta pronti vengono aspirati e fecondati con il seme del partner della ricevente. La ricevente invece si sottopone ad una terapia per preparare l`utero ad accogliere gli embrioni che si sono formati.
Nel caso di fecondazione in vitro maschile una volta ottenuti gli ovociti dalla paziente questi vengono fecondati in vitro con lo sperma del donatore.
Percentuali di gravidanza
Le percentuali di gravidanza nella fecondazione in vitro eterologa non possono essere del 100% perchè l`impianto dell`embrione non dipende solo dagli ovociti ma anche dagli spermatozooi, dall`utero della ricevente e dalle condizioni di laboratorio.
Secondo l`ultimo report le percentuali di gravidanza ottenute con la fecondazione in vitro eterologa, continuano a migliorare e attualmente sono intorno al 50% per ovociti freschi e intorno al 43% per gravidanze ottenute da ovociti congelati (ESHRE 2019).
LA GRAVIDANZA OTTENUTA DA FECONDAZIONE ETEROLOGA
Si tratta di una gravidanza condizionata da diverse criticità e quindi richiede uno stretto monitoraggio per le seguenti ragioni:
ASPETTI EMOZIONALI DELLA FECONDAZIONE IN VITRO ETEROLOGA
La fecondazione in vitro eterologa offre un'opportunità alle coppie che non possono avere figli di realizzare il proprio desiderio di genitorialità, ricorrendo ad ovuli o spermatozoi di una donatrice o donatore.
Il lavoro psicologico con queste coppie nasce ancora prima di iniziare l'iter, in quanto sono coppie che hanno vissuto la ricerca vana di un figlio in modo naturale, i fallimenti di PMA omologhe, arrivando alla situazione per cui l'unica strada resta la fecondazione eterologa.
Lo stress e la depressione sono collegate al vissuto delle coppie che devono accettare l'idea di non poter essere in grado di concepire con i loro ovociti o spermatozoi ed il loro più grande timore resta di poter rifiutare o non accettare come proprio il figlio che arriverà. Poi il pensiero di portare in grembo e vivere la gravidanza in tutte le sue fasi le aiuta a vivere diversamente il percorso.
Per l'uomo non è sempre facile accettare la donazione senza contribuire in alcun modo al percorso (biologicamente parlando), ma il sostegno psicologico e la vicinanza alla propria compagna sono fondamentali ai fini della PMA.
Superata questa prima fase, ovviamente la coppia si trova a gestire le tensioni emotive tipiche della PMA in generale, molte volte con più aspettative legate alla donazione esterna.
Resta difficile per le coppie comunicare di aver affrontato una eterologa, nel timore del giudizio da parte degli altri.
Alcune coppie sono portatrici sane di malattie genetiche come la fibrosi cistica o la talassemia. Durante il concepimento hanno circa il 25% di possibilità di trasmettere la malattia in forma grave al figlio.
Durante la fecondazione in vitro è possibile analizzare la presenza del gene alterato nell’embrione prima che venga trasferito in utero.
Questa tecnica si chiama diagnosi preimpianto. Per ridurre il rischio di trasferire embrioni con anomalie cromosomiche si esegue invece lo screening preimpianto o PGS. Indicazioni alla tecnica sono quindi malattie genetiche, cromosomiche, poliabortività e multipli fallimenti di impianto embrionale.
La tecnica prevede di eseguire una biopsia sull’embrione allo stadio di blastociste (5ª giornata di vita) per asportare alcune cellule sulle quali viene condotta l’indagine genetica.
L'inseminazione intrauterina (IUI) è una procedura mediante la quale il liquido seminale, opportunamente trattato in laboratorio, viene introdotto nel tratto genitale femminile e depositato a livello del canale cervicale o della cavità uterina con l'ausilio di un piccolo catetere.
Il trattamento del seme, definito capacitazione, serve a selezionare gli spermatozoi più vitali e dotati di migliore motilità, oltreché a rimuovere batteri, detriti e proteine che, iniettati nella cavità uterina, potrebbero rendersi responsabili di infezioni e reazioni allergiche. L'intera procedura è ambulatoriale e pressoché indolore.
Le principali indicazioni alla IUI sono:
L'inseminazione intrauterina può essere utilizzata per ottenere la gravidanza con il liquido seminale congelato prima di terapie che compromettono gravemente o totalmente la fertilità del partner (chemioterapie, terapie radianti, ecc.).
L’IUI può essere eseguita nel corso di un ciclo ovulatorio spontaneo, o stimolato con farmaci induttori dell'ovulazione. Il momento dell'inseminazione si stabilisce in base al monitoraggio ecografico dei follicoli, eventualmente associato a dosaggi ormonali rapidi, e in alternativa, quando si esegue su ciclo spontaneo, in base al picco urinario dell'LH.
Di solito si fanno 3-4 tentativi (cicli). Questo è il numero che sembra fornire, in base ai dati della letteratura scientifica, le maggiori possibilità cumulative di gravidanza.
Il ciclo di trattamento può essere sospeso durante il monitoraggio ecografico per una risposta inadeguata (eccessiva o insufficiente) alla stimolazione della maturazione follicolare multipla.
Le probabilità di gravidanza con l`inseminazione intrauterina sono fortemente influenzate da caratteristiche intrinseche della singola coppia, quali la qualità del liquido seminale, l'età della coppia, la durata dell'infertilità, l'indicazione al trattamento, la presenza di altri fattori di infertilità. Il ministero della salute italiano ha stimato una percentuale di successo di gravidanza dal 7 al 13%.
L`inseminazione intrauterina non prevede atto chirurgico, non e` invasiva e la stimolazione ovarica e` blanda. Raramente puo` capitare che se la paziente risponde troppo alla terapia si puo` manifestare la sindrome da iperstimolazione ovarica. Altri rischi sono la gravidanza extrauterina e la gravidanza gemellare.
Il rischio della prima e` del 3 % il rischio della seconda dipende dal numero di follicoli maturati. Per due o tre follicoli e` del 20% per la bigemina e del 2% per la trigemina. In caso di sviluppo di un numero superiore a 3 di follicoli il clinico puo` decidere di sospendere il trattamento.
Il rischio di infezioni e`molto basso intorno al 1%.
La sindrome della micropolicistosi ovarica è una patologia ormonale femminile che si manifesta in età adolescenziale e nella vita fertile, con effetti anche in menopausa. Si caratterizza per un'aumentata produzione di ormoni maschili, denominati androgeni: testosterone, deidroepiandrosterone e androstenedione.
Questi ormoni causano irregolarità mestruali, fino all' assenza del ciclo, aumento dei peli nel corpo e nel viso e, a volte, obesità. All'ecografia le pazienti presentano ovaie di volume aumentato con numerosi follicoli evidenti come piccole cisti, da qui il termine di ovaie micropolicistiche.
La causa non è ancora stata pienemente identificata anche se sembra avere almeno in parte un tratto genetico. Molto spesso si riscontra un elevato livello ematico di insulina (l'ormone che trasporta lo zucchero dal sangue dentro le cellule), il che comporta anche uno squilibrio metabolico.
La caratteristica più rilevante è l'irregolarità mestruale, tutti gli altri sintomi possono essere o meno presenti, perchè la malattia è molto variabile nella sua espressione.
Ci sono altre patologie ormonali che si manifestano con sintomi simili alla PCOS come:
Per un corretto inquadramento diagnostico è quindi importante che le pazienti con irregolarità mestruali si sottopongano a degli esami per capire se sono affette dalla PCOS o da altre patologie ormonali allo scopo di valutare se è necessario eseguire una cura mirata alla prevenzione delle conseguenze di tale patologia.
La diagnosi viene fatta sulla base dei sintomi presenti, di dosaggi ormonali nel sangue e di una ecografia ginecologica.
I sintomi più comuni sono: l'irregolarità mestruale, l'acne, la pelle grassa, l'aumento del peso, a volte la perdita di capelli e tendenza alla depressione. Ci può essere la presenza di strie color marrone sul tronco.
Le alterazioni ormonali che caratterizzano la PCOS comportano spesso infertilità, con alterazioni dell`ovulazione fino alla scomparsa dell`ovulazione e alterazioni mestruali con ciclo assente o irregolare. Si e` inoltre osservata un`aumentata incidenza di aborti e in caso di gravidanza: diabete gestazionale, parto prematuro e gestosi (ossia aumento della pressione arteriosa dopo il V mese).
Le pazienti affette da PCOS possono sviluppare in eta` matura diabete mellito, ipertensione, obesita`, dyslipidemia, malattie cardiovascolari e tumore all`utero (all`endometrio).
Si tratta di una condizione in cui la paziente ha pochi ovociti e li esaurisce prima dei 40 anni di vita. Quando gli ovociti sono esauriti si parla di menopausa precoce (POF).
In alcune situazioni è corretto parlare di ridotta riserva ovarica. Questa condizione ha importanti implicazioni per la fertilità e la salute della donna.
L`insufficienza ovarica primitiva può essere:
Può far parte di una sindrome genetica o poliendocrina.
E` di fondamentale importanza cercare di inquadrare il tipo e la causa dell`insufficienza ovarica, sia per proporre il trattamento più adatto, sia per escludere la presenza di comorbilità ancora silenti che possono minacciare la salute della paziente.
La scelta del trattamento dipende dall'entità della insufficienza ovarica e dal desiderio di avere una gravidanza:
Con il termine riserva ovarica si intende il numero di ovociti presenti nelle ovaie di una paziente.
Ogni donna nasce con un corredo ovocitario di circa 400.000 uova. Dalla pubertà in poi ogni mese vengono reclutati un gruppo di ovociti, ma solo uno giunge a maturazione e quindi all'ovulazione, gli altri degenerano.
La riserva ovarica può essere ridotta per malattie, alterazioni genetiche, agenti tossici e interventi chirurgici. Con l'avanzare dell'età, il numero degli ovociti cala drasticamente.
Come si misura la riserva ovarica?
Ogni ovocita è contenuto in una piccola cavità che si chiama follicolo. Siccome non è possibile vedere ad occhio nudo gli ovociti, si valutano i follicoli, perchè ad un ovocita corrisponde un follicolo. Per valutare la riserva ovarica si esegue:
a) un prelievo di sangue per dosare due ormoni: l'FSH e l'AMH o ormone mulleriano. Ad una bassa riserva ovarica corrispondono un basso valore di AMH e un alto valore di FSH.
b) Una ecografia transvaginale, attraverso la quale si esegue la conta dei follicoli visibili nelle ovaie. Si parla di follicoli antrali, ossia follicoli arrivati ad un certo stadio di sviluppo che consente di vederli ecograficamente
Quando si esegue?
Il valore dell`FSH va dosato al 2 o 3 giorno del ciclo. L'ormone mulleriano in qualsiasi fase del ciclo, mentre l`ecografia transvaginale va fatta tra il 4 e l`8 giorno del ciclo.
L`esame non va fatto quando si assume la pillola, perche non e`attendibile.
Come si vede dalla tabella la valutazione della conta dei follicoli si basa sul numero di follicoli presenti su entrambe le ovaie attraverso l`esecuzione di una ecografia transvaginale eseguita alla fine del ciclo mestruale.
| Numero follicoli su entrambe le ovaie | Interpretazione |
| 0-4 | Riserva ovarica molto ridotta |
| 5-8 | Riserva ovarica ridotta |
| 9-19 | Riserva ovarica normale |
| 20 o piu | Rischio di micropolicistosi ovarica |
*(bibliografia: W. P. Martins*†‡, M. Kollmann§ and N. Raine-Fenning¶. Ultrasound Obstet Gynecol 2014; 44: 131–134_)
A chi e`indicata l`esecuzione dell`esame?
A tutte le pazienti in età fertile che non hanno ancora avuto figli. Va infatto considerato un esame di screening, ossia un esame da proporre a scopo preventivo a tutte le donne che si sottopongono ad una visita ginecologica e che non hanno ancora avuto figli. Il test non è invasivo, è facile da eseguirsi, indolore, ma di straordinaria utilità. E`infine importante ricordare che lìesaurimento della riserva ovarica è totalmente asintomatico, quindi la paziente non se ne accorge.
Anche noto con il nome scientifico di autoconservazione degli ovociti, è una procedura utilizzata per conservare gli ovociti nella paziente in età fertile che non desidera o non può avere una gravidanza, ma intende pianificarla in un prossimo futuro. Gli ovociti vengono prelevati e congelati fino al momento in cui la paziente ritiene opportuno utilizzarli.
Il cosiddetto social freezing è un termine per indicare la volontà della paziente di congelare i propri ovociti perché, per ragioni sociali (carriera, lavoro), desidera posticipare la ricerca di una gravidanza.
Come funziona?
Le ovaie sono stimolate attraverso l’uso di specifici ormoni a produrre più ovociti che vengono quindi prelevati, congelati e conservati per il periodo di tempo desiderato. La modalità di congelamento si chiama vitrificazione, tecnica che ha aumentato la sopravvivenza degli ovociti congelati rispetto alle tecniche precedentemente impiegate (congelamento lento e ultrarapido).
Nel momento in cui la donna decide di avere un bimbo, le sue uova vengono fecondate con il seme del partner e gli embrioni ottenuti trasferiti in utero (procedura di fecondazione in vitro).
Quali sono i benefici?
Quali sono gli svantaggi e i rischi?
Quanti ovociti si devono congelare?
Idealmente più elevato è il numero di ovociti più alta è la percentuale di gravidanza. Questo è soprattutto valido per le pazienti di eta` piu` avanzata, perchè l'età riduce la qualità ovocitaria.
Conclusioni
Il congelamento degli ovociti è una procedura d'avanguardia e rappresenta uno strumento ottimale per la conservazione della fertilità femminile. Tuttavia è importante attuare una prevenzione primaria tramite la valutazione della riserva ovarica in tutte le pazienti in età fertile per poter pianificare una gravidanza in tempo utile (vedi anche riserva ovarica).
Si tratta di un esame che viene eseguito con l'impiego dell' ecografia transvaginale e consente di valutare la pervietà tubarica. Viene eseguito intorno al 6° e al 12° giorno del ciclo (dopo il ciclo mestruale ma prima dell'ovulazione).
Si esegue innanzitutto una dettagliata ecografia transvaginale per valutare l'utero, le ovaie ed escludere la presenza di patologie pelviche. Dopodiché si inserisce uno speculum per visualizzare il collo dell'utero, si disinfettano accuratamente vagina e collo uterino. Si inserisce in utero un cateterino a cui è collegata una siringa preriempita di soluzione salina sterile e aria. Si rimuove lo speculum e si reinserisce la sonda transvaginale.
Si introduce la soluzione salina nella cavità uterina lentamente, che così appare ben distesa e meglio analizzabile. Il liquido poi passa nelle tube e, se pervie, fuoriesce attraverso le stesse creando delle bolle miste ad aria e acqua visibili all'ecografia. Se le tube sono chiuse, non si assiste al passaggio del liquido.
La visualizzazione del liquido dietro l'utero conferma la pervietà tubarica. Inoltre, applicando la tecnologia Color Doppler, è possibile amplificare e visualizzare meglio il passaggio della miscela acqua/aria come una nuvola di colore. L'accuratezza dell'esame è dell'81/100%. L'esame può comportare dolore, soprattutto se le tube sono chiuse, lievi perdite di sangue e riflesso vagale.
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