La crioconservazione degli ovociti e la fertilità
La fertilità femminile inizia a diminuire in modo significativo dopo i 35 anni. Questo fenomeno viene comunemente definito fertility cliff, ovvero un brusco calo della fertilità legato principalmente all'età degli ovociti, più che a quella dell'utero. Se una donna decide di congelare i propri ovociti quando è ancora giovane, può conservarli per un eventuale utilizzo in futuro, anche dopo i 40 anni, mantenendo le caratteristiche biologiche legate all'età in cui sono stati prelevati, aumentando potenzialmente le possibilità di ottenere una gravidanza.
La possibilità di congelare e conservare ovociti, spermatozoi ed embrioni, attraverso una tecnica chiamata crioconservazione, ha rappresentato un importante progresso nel campo della medicina della riproduzione. Questa procedura permette, infatti, di preservare la fertilità di chi rischia di perderla a causa di alcune malattie o di trattamenti medici che possono compromettere la capacità riproduttiva.
Nel corso degli anni, le tecniche di crioconservazione degli ovuli si sono notevolmente evolute. La prima nascita di un bambino da un ovocita precedentemente congelato risale al 1986. In seguito, i progressi delle tecniche di laboratorio, in particolare l'introduzione della vitrificazione, hanno permesso di migliorare la conservazione degli ovociti e i risultati ottenuti.
Inizialmente il congelamento degli ovociti veniva proposto alle donne che dovevano affrontare trattamenti medici potenzialmente pericolosi per la loro fertilità ma necessari per curare la malattia di cui erano affette; attualmente, la procedura viene proposta anche per altri motivi come alcune malattie croniche, l'insufficienza ovarica, le lesioni traumatiche e l'invecchiamento riproduttivo. Inoltre, la pianificazione familiare può essere utile per chi desidera mantenere aperta la possibilità di avere figli in futuro, anche in risposta a cambiamenti imprevisti della propria vita, come un nuovo matrimonio o la perdita di un figlio o la mancanza di un partner.
Contrariamente all'idea che il congelamento degli ovociti serva soprattutto a favorire carriera o istruzione, numerosi studi mostrano che una delle motivazioni principali di ricorso al congelamento è la mancanza di un partner maschile con cui concepire. Il congelamento permette quindi alle donne di guadagnare tempo, riducendo l'ansia legata al declino della fertilità con l'età.
Questo permette alle donne di avere maggiore autonomia nelle proprie scelte riproduttive, riducendo la pressione legata all'età biologica. In questo modo, possono dedicare più tempo alla formazione, al lavoro e alla costruzione di relazioni stabili, prima di decidere di avere figli.
Il congelamento permette inoltre di separare la fertilità dalla gravidanza: una persona può “preservare la fertilità” senza avere attualmente il desiderio di avere un figlio, senza cercare una gravidanza e senza avere una diagnosi di infertilità.
La tecnologia serve quindi anche a ridurre l'incertezza sul futuro e il possibile rimpianto. Una donna può decidere di congelare gli ovociti oggi per evitare di pensare, in futuro, di non aver fatto tutto il possibile per preservare la propria fertilità.
Questo concetto, a mio avviso, diventa importante in quelle pazienti in cui la fertilità è ridotta a causa di una scarsa riserva ovarica, per cui la preservazione degli ovociti non è solo legata al desiderio di posticipare la gravidanza per motivi sociali, ma anche per motivi di salute.
Per quanto riguarda i dati finora raccolti sugli esiti della procedura a distanza, sono rassicuranti; tuttavia, si tratta di un trattamento relativamente nuovo, pertanto è importante informare le pazienti sull'efficacia, sicurezza, rischi e benefici. Dagli studi finora pubblicati non sono emersi problemi legati alla salute della prole, però i dati disponibili sono recenti, considerato che la tecnica non è più considerata sperimentale dal 2012.
Come si svolge la procedura di egg freezing? Clicca qui.
Bibliografia
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ARSM: comitato etico crioconservazione programmata degli ovociti per preservare il potenziale riproduttivo futuro: parere del comitato etico.
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